Custodire il Cuore

Esiste un modo concreto  per capire come ascoltare quello che c’è nel nostro cuore e nella nostra mente. A volte, vogliono dirci delle cose ben precise, per trasformare ciò che sentiamo in realtà che tutti possano condividere. Dovremmo imparare a leggere, anzi: <leggerci> per essere più precisi, all’interno di un momento, anche qualsiasi, per permettere a ciò che abbiamo dentro di illuminarci e rinnovarci giorno per giorno.

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La lettura della nostra anima deve partire da noi, dal significato che noi stessi possiamo attribuirle. E’ semplice estrapolare ciò che più ci conviene, e con il resto? come si fa con il resto? con le cose che vogliamo tenere nascoste, con le cose che non ci aggradano? Non possiamo sempre tenerle celate, non possiamo evitarle, esse saranno sempre lì, pronte ad aspettarci, pronte a farci capire quali sono i nostri limiti. Non si può sempre e soltanto dare importanza a ciò che più si adatta ai nostri schemi mentali. Bisogna andare oltre, bisogna osare e sfidare ciò che va al di là della nostra forma mentis quotidiana. Dovremmo abitualmente chiederci: “Che cosa mi sta dicendo il mio cuore? cosa vuole da me? Mi sta mandando un messaggio, un messaggio che forse cambierà la mia vita? Tutti questi interrogativi dovrebbero interessarci e dovremmo dare ad essi una risposta, prima o poi. Quando si cerca di ascoltare il proprio Io è normale avere delle tentazioni, è normale avere delle titubanze, dei tentennamenti. La cosa più semplice è quella di aggirare l’ostacolo, soltanto perché ci infastidisce, ci opprime, e ci da noia. Allora ci chiudiamo, questa è la conseguenza a questo atteggiamento.  Una conseguenza molto comune.Se ci facciamo caso, improvvisamente, non si sa per quale motivo, poi, si inizia a dare importanza a cosa saranno gli altri a pensare di noi. Ci focalizziamo su questo: pensiamo agli altri, ed evitiamo così di riflettere su di noi, evitiamo, quindi, di applicare questa regola fondamentale alla nostra vita. E così, il tempo passa, ci adagiamo, iniziamo a cercare scuse, le scuse più assurde per non pensarci. E alla fine, quel messaggio, che il nostro cuore per giorni ha cercato di mandarci, diventa sempre più sfuocato, fino a scomparire del tutto. Altre volte, invece, riteniamo che il nostro cuore ci chieda di prendere delle decisioni troppo importanti, troppo grandi per noi. Questo porta molte persone a perdere lo stimolo dell’incontro con il proprio Essere. Ma noi, e questo molti non lo sanno, siamo anche in grado di comprendere, di capire e di aspettare. Dovremmo fare un passo in più, un piccolo passo in più verso quel cuore, verso la nostra anima che ansiosa continua ad aspettarci, e che, malgrado tutto, non è esigente. Semplicemente desidera che guardiamo con sincerità verso noi stessi, verso la nostra esistenza, che la presentiamo senza finzioni, disposti a camminare, e disposti a crescere ancora.

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Non è semplice confessarsi con se stessi. Oggi, come ieri, la difficoltà più grande è quella di capire come orientarsi, che strada scegliere, come guidare i nostri pensieri, le parole, le azioni. Il cammino deve essere quello giusto, per comprendere sia gli aspetti positivi, quanto quelli negativi. Il percorso inizia proprio ascoltando se stessi, ascoltando la nostra voce, quella più intima, e prosegue con una sorta di esame di coscienza, per poi esplodere nella soddisfazione di avere capito, nell’entusiasmo di vivere la vita come se l’avessimo rinnovata. E’ come se fosse una riconciliazione con noi stessi. Ma prima della riconciliazione, della pace, bisogna interrogarsi, è proprio questo il punto più difficile. E’ necessario farlo continuamente, non soltanto nei momenti del bisogno, non soltanto nei momenti in cui possiamo sentirci stressati. A volte, può sembrarci superfluo, quasi inutile. Confessiamoci ogni tanto con noi stessi, solo così potremmo capire veramente chi siamo, quali sono i nostri limiti e come superarli, perché niente è impossibile. Solo dopo questo riusciremo a capire a fondo cosa veramente il nostro cuore, la nostra testa e la nostra anima, ci sta dicendo. Dovremmo ricordarci sempre dell’Amore che per noi proviamo, perché alla sua base c’è prima di tutto la fiducia che ognuno di noi dovrebbe avere per se stesso.  E’ la prima cosa che conta, anche la più importante. Dovremmo ricordare il nostro nome, il nostro Io, in ogni momento della giornata, è solo così che proteggendo la nostra vita potremmo, poi, proteggere quella di chi ci è accanto.

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<< Io faccio la guardia al mio cuore? >>.
<< Il cuore diventa una piazza, dove tutti vanno e vengono >>.
Papa Francesco, meditazione a Santa Marta, 10 ottobre
2014

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