Essere scrittori: istruzioni per l’uso

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A sei anni mi insegnarono a leggere e a scrivere, e ben presto mi accorsi che mi piaceva. Un Natale, tra i tanti regali ricevuti, ci fu un diario. Era rosa con la copertina rigida e un simpatico catenaccio che lo teneva lontano da occhi indiscreti. Ci misi un pò prima di cominciare a riempire quelle pagine bianche con i pensieri che mi passavano per la mente. Iniziai a descrivere le mie giornate,e da quel momento, non ho più smesso. Oggi, conservo una collezione abbastanza cospicua di questi diari: quaderni di ogni grandezza e colore, che a volte mi capita di sfogliare, soprattutto in quei momenti bui che ognuno di noi ogni tanto vive, per ricordare la persona che sono, ma anche e soprattutto, per rivivere ricordi ed eventi passati.

E’ così che ho iniziato a scrivere.  Ho sempre scritto per me stessa, e mai avrei immaginato, un giorno, di potermi trovare con una penna in mano, raccontare la storia di qualcuno che non fosse la sottoscritta, e permettere  a chiunque di leggerla. Sono stata sempre una persona riservata, lo sono tutt’ora. Poi, una sera, la svolta. Come ho raccontato in un precedente post, la sera in cui tutto iniziò, decisi di dare un cambiamento repentino al mio modo di pensare, di agire e di raccontare i miei pensieri che stavo trasformando in parole, virgole, punti esclamativi. In quel preciso istante, capìì, che i miei pensieri dovevano diventare persone, volti, voci e gesti.

Non credo di essere la persona più indicata per dare consigli di scrittura, ma ci proverò ugualmente, oggi, almeno per quanta riguarda la mia ancor piccola e breve esperienza. In fondo, siamo tutti un pò scrittori.

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 Onestamente, ammetto di non essere una grande fan della scrittura al computer, mi trovo più a mio agio con una penna in mano e un bel foglio di carta bianco dove farla scivolare. Col tempo, però  mi sono dovuta adattare, e ora, fortunatamente, dopo un pò di esercizio, mi risulta tutto più semplice. Innanzitutto, prima di elencare, quelle che per me sono le regole d’oro per imparare o scrivere un buon lavoro, vi dirò che chi non legge bene, ahimè, non potrà mai scrivere bene. La lettura, come la scrittura, richiede una certa sensibilità. Non si legge, perchè qualcuno ce lo ha imposto, perchè va di moda, o per riempire scaffali e scaffali di librerie, finirete soltanto col togliere polvere, polvere e ancora polvere.

Una delle mie scrittrici preferite, Virginia Woolf, diceva: Le parole non vivono nei dizionari, vivono nella nostra mente. Scrivere è come sognare. Per quanto, a volte, possa sembrare semplice, la scrittura non è qualcosa di meccanico, e, come dicevo prima, ci vuole una discreta sensibilità Quando ho iniziato a scrivere il mio romanzo, nei primi periodi, ho letto molto, mi era di aiuto, fino a quando non ho conosciuto una scrittrice americana, Joyce Maynard. Lei consiglia di provare varie tecniche, fino a trovare quella ideale. Alla fine, dopo tante prove, ho capito che non esiste un metodo standard per scrivere, ognuno di noi crea quello più adatto a sè, quello che come una abito sartoriale, viene cucito addosso, e calza come una seconda pelle. Non esiste, quindi, un unico metodo di scrittura, ma tanti metodi, uno per ognuno di noi. Innanzitutto, ho scelto quello che mi piace chiamare: il mio “angolo di scrittura”. E’ un posto soltanto mio, dove riesco, senza difficoltà a concentrami e far uscire l’ispirazione che nei momenti più improbabili, si scatena nella mia mente. Questo è un altro motivo per cui porto sempre con me il mio fidato taccuino, dove posso, in qualsiasi momento, annotare i miei pensieri, e proiettare sulla carta, le immagini che crea la mia mente. In verità, non ho un solo posto preferito, ma in assoluto quello che più mi piace, è in cima ad una scalinata, dove dall’ultimo gradino si apre davanti a me una vallata di vigneti, uliveti e piante di quercia. Quel paesaggio, come il mare, che sia un pontile, una spiaggia affollata o un lungomare, accompagna i momenti migliori per la mia ispirazione, e per la mia attività di sognatrice. Non perdetevi d’animo se non trovate subito il vostro posto ideale, io ci ho messo un pò. C’è chi lo ha cercato per molto tempo, e poi si è reso conto di averlo proprio sotto il naso. Alcuni amano scrivere alla propria scrivania, e per quanto banale possa essere, è l’atmosfera giusta che dovete trovare. A volte basta poco: una luce soffusa, una candela appena accesa, o un pò di musica. E il gioco è fatto. La musica per me, ad esempio, è un elemento fondamentale. Fin da piccola  ha accompagnato i miei momenti migliori. Quando ero al liceo, mio nonno trovava assurdo che io potessi tradurre le versioni di latino e greco con le cuffiette nelle orecchie. Per lui era motivo di distrazione, per me, invece, un aiuto prezioso. Dovreste vedermi in questo momento…

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Per uno scrittore è importantissimo avere un proprio spazio. Uno spazio fisico dove poter lavorare indisturbato, lontano dallo stress quotidiano, e alimentare, di conseguenza, ciò che custodisce al suo interno: il suo spazio mentale. A volte, sentiamo il bisogno di evadere, di chiuderci in quel posto in solitudine, è proprio in quei momenti che  ha inizio la magia. Non è facile estraniarsi dalla realtà, lo so bene, ma a volte è necessario. Mi piace alzarmi molto presto la mattina, a volte prima che sorga il sole. Mi piace immaginare il risveglio dei miei personaggi e del mondo che li circonda. Nessun giorno è uguale all’altro, ogni alba è diversa. Amo i protagonisti della mia storia, forse quanto amo me stessa. Li vedo crescere, ma soprattutto, vedo crescere me stessa dentro di loro.  Raccontano di me, in ogni particolare. E’ impossibile creare una storia e non trovare la propria storia di vita. Ogni scrittore lascerà sempre una parte di sè nei suoi romanzi. Che sia il buono o il cattivo, una storia d’amore o un giallo, ricordatevi che sarete sempre voi a vivere quelle storie e a far parlare ed agire i vostri personaggi. I miei protagonisti hanno un volto. A volte immagino i loro occhi, la loro voce, anche perfino il modo di camminare o di gesticolare. Entrano a far parte della vita e diventano quasi reali.

Sono tanti gli aspetti della scrittura, ed ognuno di essi è guidato da un solo filo conduttore: l’eccitazione che si prova nel mettere “nero su bianco” ciò che la nostra mente crea. Non abbiate timore nel farlo. Io sono stata sempre un pò restia, troppo forse, ma ben presto mi sono resa conto che valeva la pena fare il contrario. E’ importante lasciare libera la mente di fare ciò che vuole. Ora sono molto più felice.

L.P.

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