I Rami del Tempo… un appuntamento al buio finito bene

Per una volta ha vinto l’istinto.
Immaginate una sera autunnale, le temperature ancora miti e tanta voglia di leggere un buon libro.
Ero a casa, quella sera, la mente sgombra dai pensieri di tutti i giorni, ma soprattutto indecisa su come ingannare il tempo a fine giornata.
Ho conosciuto Luca Rossi, tramite twitter,per caso, un giorno, e proprio quella sera, mi ricordai del suo libro: I Rami del Tempo, scaricato sul mio e-reader.
Ammetto di non essere una grande appassionata del genere fantasy, ma incuriosita ho iniziato la lettura. Inizialmente, l’approccio non è stato dei migliori. Non amo particolarmente gli “appuntamenti al buio”, ma mi rendo conto che con i libri, ogni tanto, bisogna  farsi trasportare dall’istinto e perchè no: rischiare.
Ecco perchè, stasera, dopo aver spento il mio kindle, ho deciso di parlarvi di questa storia, condividendo con voi quello che a mio parere, ho scoperto essere davvero un buon lavoro.

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L’autore a primo impatto sembra avere una doppia personalità. Lo si nota dal modo di scrivere e descrivere i due ambienti in cui si svolge l’intera storia e di conseguenza lo stesso accade anche con i personaggi.
Da un lato troviamo il Tempio: luogo dove i superstiti della pioggia di schegge, che si è abbattuta sull’Isola di Turios, trovano riparo. Sono Bashinoir e sua moglie Lil.
Nel Tempio troveranno la sacerdotessa Miril, che li accoglierà dando loro riparo. Ma un mistero grava sull’isola e  confonde tutti e tre i protagonisti che cercano di comprendere come mai, i cadaveri di coloro che non sono scampati all’attacco, siano scomparsi.
Miril ha il potere di proteggere l’isola con la sua magia, ma da sola non può riuscirci, è troppo debole. Ecco perchè convincerà proprio Lil, da cui è ammaliata dal primo giorno, ad aiutarla per far fronte alle minacce oscure, facendo diventare la giovane donna una sacerdotessa, proprio come lei.
Dall’altra parte, si trova il Regno di Isk, dove un sovrano assetato di potere, cercherà di estendere il suo dominio. Circondato da maghi e consiglieri, Re Beanor decide di voler fare una grande guerra che porterà presto odio e distruzione, in tutti quei luoghi dove ancora non vige la sua tirannia.
Dalla personalità alquanto ostile, Re Beanor è un uomo subdolo, gretto ed amante dei vizi e del gentil sesso (in tutti i sensi). Dal carattere rude, ciò che più lo contraddistingue è la sete di potere, di guerra e l’insaziabile bramosia di sesso, che lo porta ad essere considerato agli occhi del lettore, un uomo che non merita redenzione. Sarà proprio questo che poi, alla fine, lo metterà in difficoltà, quando la più giovane delle sue mogli, tramerà alle sue spalle, disgustata dai suoi modi e desiderosa di riacquistare la propria libertà e l’amore perduto.

Al centro del romanzo troviamo incantesimi, complotti, e viaggi astrali tra il passato e il presente che incuriosiscono molto. Gli equilibri cambiano repentinamente, come il ritmo sull’isola che sarà interrotto da una strana presenza che coinvolgerà Bashinoir, che  ormai privato dell’amore inizierà ad autocommiserarsi. Si prenderà gioco di lui, fino a farlo cadere nella propria rete di inganno.
L’autore usa un linguaggio semplice e diretto, descrivendo nei minimi particolari le scene, anche quelle più forti,senza per questo rendere volgare la sua scrittura. L’ossessione per qualcosa o per qualcuno è il filo conduttore che lega tutti i personaggi.
Sono arrivata alla fine del libro,perchè incuriosita di scoprire il finale, io che,come dicevo prima, non sono una grande fan del fantasy, sono riuscita a farmi condurre fino all’ultima pagina proprio dal fatto che la lettura scorre molto velocemente, anche grazie allo stile di Luca Rossi, non pesante ed abbastanza fluido, soprattutto nei termini utilizzati, di facile comprensione per tutti. Anche i nomi usati per i personaggi possono essere facilmente ricordati, anche se si presentano articolati e complessi.  I dialoghi sono ben strutturati, non banali o ridondanti.
Il finale è aperto, anche se io non lo preferisco per questo genere di racconti. Ma in questo caso tutto cambia, perchè anche se è una storia che narra di personaggi e luoghi che non saranno mai realtà, il finale apre la strada al secondo capitolo della storia: “L’erede della luce”.                   Quindi, non essendo presente una vera e propria conclusione, si lascia spazio all’immaginazione, incuriosendo quindi il lettore ad andare avanti nella scoperta di nuove intriganti vicende.
Personalmente se dovessi consigliare questo romanzo, lo farei solo ed esclusivamente a coloro che sono appassionati del genere, perchè capisco che non è una storia adatta a tutti. Ma non è detto:  io stessa ero scettica, e poi mi sono dovuta ricredere.
I Rami del tempo ha riscosso ampio successo dalla sua pubblicazione, soprattutto all’estero, ed è stato tradotto anche in inglese.
Ringrazio Luca per avermi dato la possibilità di conoscerlo come scrittore e per avermi omaggiato di una copia del suo lavoro. A lui un in bocca al lupo per la carriera da scrittore e un augurio per i futuri successi.

Vi lascio i contatti dell’autore:

Blog: www.lucarossi369.com
PaginaFB: Luca Rossi Author
Twitter: @lucarossi369
Profilo IG: lucarossi369

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