Ora però facciamo due passi, che ne dici? Andiamo a vedere, perchè mi sa che fuori è primavera.

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Alessia e Livia, sono due bambine, gemelle. Hanno sei anni quando diventano le protagoniste della storia raccontata da Concita De Gregorio.
Hanno una madre: Irina, una donna che ha vissuto in tantissimi luoghi che non è mai riuscita a chiamare “Casa”, che ha amato tanto trovando il suo vero, grande amore dopo i quarant’anni, che parla molte lingue, senza conoscere quale sia il linguaggio giusto per i sogni; e un padre: Mathias, uomo tranquillo, almeno era così prima del matrimonio.
Sposati in fretta dopo la notizia di aspettare le bambine, Mathias, prima del matrimonio era un “uomo premuroso, gentile, affidabile, sapeva sempre cosa fare, come farlo e quando. Un uomo sempre presente”, così lo descrive Irina.
Ma dopo la nascita delle bambine,d’improvviso tutto cambia. Quello stesso uomo diventa esattamente l’opposto. Iniziano addirittura ad andare in terapia da una psicologa, quando Irina nota qualcosa di stranamente ossessivo nei suoi comportamenti. La tratta come una estranea, preferisce avere feeling con la tata di Alessia e Livia, piuttosto che con sua moglie, tanto, addirittura, da iniziare uno strano rito, tutte le mattine: lascia, ovunque, dei post-it, sui quali scrive delle istruzioni ben precise che Irina dovrà seguire.
Alla fine, decidono di separarsi. Un divorzio apparentemente civile. Le bambine trascorrono molto tempo con Mathias, Irina glielo permette anche se le costa molto restare lontana dalle sue figlie per tante settimane. Tutto sembra funzionare, tutto fino ad una domenica, era il 30 gennaio 2011.Da quella domenica, tutto cambia. Irina non riceverà più notizie del suo ex marito per giorni, e di conseguenza così sarà per le bambine. Mathias viene ritrovato in Italia,  partito da Losanna, ha attraversato la Corsica. Viene trovato privo di vita, è stato investito da un treno. Mathias si è suicidato, e delle bambine non c’è nessuna traccia, sono scomparse per sempre.
Da questo momento, la vita di Irina cambia, inizia la sua vera storia, una storia che vede come protagonista una donna freneticamente ossessionata dall’evento più incredibile che la ha colpita senza timore. Non si da pace, deve ritrovarle. Si rende conto che le ricerche sono state condotte superficialmente dalla polizia svizzera, Irina deve almeno sapere se le bambine siano  vive.
Inizia a fantasticare su di loro, su come saranno diventate, loro che erano gemelle, ma che in fondo erano incredibilmente diverse. Le sogna, una notte, e la mattina seguente ricorda il loro profumo, le ha sognate già da grandi, e tutto questo le dà una speranza in più.
Irina inizia, attraverso la penna di Concita De Gregorio, a raccontare della sua vita, dei suoi viaggi, dei luoghi in cui ha vissuto, parlerà dei suoi affetti, scrivendo delle lettere, prima a sua nonna, poi a Vittorio suo fratello, alla sua migliore amica Paola, e infine, racconterà di Louis, il vero amore della sua vita. In quelle stesse lettere parlerà del dolore che si scatena ogni qualvolta viene travolta dall’immagine di Alessia e Livia, ma contemporaneamente riuscirà a dedicare dei pensieri anche a quella che è diventata la sua vita senza la loro presenza. Emergerà la rassegnazione, e la voglia di andare avanti, di continuare a vivere. Era un avvocato, Irina, ora  scrive libri per bambini, lavora con Louis, in Spagna. Ora è felice.

Vi capita mai, di leggere dei libri in un giorno e di rendervi conto di quanto sia passato in fretta questo tempo?  Per me, con questo romanzo, è stato esattamente così. L’ho letto tutto d’un fiato, mi ha talmente coinvolto, che non ho potuto fare a meno di staccarmi dalla lettura nemmeno per dieci minuti. Alessia e Livia sono i due fiori che potete ammirare in copertina,  perchè si: io credo che siano proprio due fiori, che ancora oggi, continuano a profumare l’aria di cui si circonda l’anima della loro mamma…Ho trovato molto di me stessa, la ricerca soprattutto. Ognuno di noi, in fondo, è sempre, alla ricerca, disperata ricerca, di qualcosa, di qualcuno.

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Concita  De Gregorio è riuscita, egregiamente, a decodificare i pensieri e le parole di una donna, trasformandoli in storia. Non credo sia stato semplice, raccontare ciò che è stato fatto in questo romanzo, e oggi mi rendo conto che soltanto chi è dotato di una certa sensibilità, e soprattutto della “sensibilità di madre” può comprendere cosa si nasconde dietro frasi come questa: “Alessia e Livia non sono bambine, sono Alessia e Livia. Non mi mancano i figli: mi mancano loro. […] Sono una madre, lo sarò sempre. Senza figli ma madre. Non servono figli per essere madri.”

E’ il mio consiglio di lettura per questo mese, libro dove il valore della Famiglia, e degli Affetti, hanno un ruolo davvero importante.

Irina Lucidi has spent the last year searching for her kidnapped twin daughters.

(Photo © Jock Fistick)

Irina Lucidi, oggi, si occupa di Missing Children Switzerland, una organizzazione fondata nel 2011 dopo la scomparsa di Alessia e Livia, da lei creata, che offre “sostegno a livello psicologico, sociale e giuridico alle famiglie e ai congiunti vittime di una scomparsa di minore”.

Per essere felici non ci vuole tanto.

Per essere felici non ci vuole quasi niente.

Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.

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