“Sono la creatura più felice dell’universo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione.”

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Fin dall’inizio, fin dal primo istante, direi quasi,
che l’ho conosciuta, i suoi modi, palesandomi appieno tutta la sua alterigia,
la sua presunzione, il suo egoistico sdegno dei sentimenti altrui,
furono tali da costituire quella base di disapprovazione
sulla quale gli avvenimenti che seguirono hanno costruito una così irriducibile antipatia;
e non era ancora un mese che la conoscevo che già sentivo che lei
era l’ultimo uomo al mondo che mi sarei mai lasciata indurre a sposare.

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Sono certa che una buona percentuale della popolazione mondiale abbia letto, o almeno sentito parlare di Orgoglio e Pregiudizio, il romanzo più importante della scrittrice britannica, Jane Austen.
Jane Austen, figlia di una pastore anglicano, visse quasi sempre in casa, educata dalla famiglia, studierà poi, ad Oxford con sua sorella maggiore.
Il romanzo più famoso, pubblicato nel 1813, fu accolto molto bene dalla critica. Considerato come una delle prime commedie romantiche, Orgoglio e Pregiudizio racconta la storia delle sorelle Bennet, alle prese con i loro corteggiatori, soffermandosi sulla figura di Elizabeth, giovane donna, brillante ed orgogliosa, e di Darcy, ricco gentiluomo, che alla fine rinuncerà ai suoi pregiudizi pur di conquistarla.
Numerosi sono stati gli adattamenti cinematografici, dal 1940 al 2005, film che vede protagonisti Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth e Matthew Macfayden nei panni di Mr.Darcy.
A duecento anni di distanza, trovo che Orgoglio e Pregiudizio, riesca ancora a coinvolgere brillantemente tutti coloro che si fanno incuriosire dalla sua lettura. Entusiasmante per chi lo scopre per la prima volta, e stranamente audace per chi, come me, si ritrova ogni tanto a sfogliare le pagine di un libro che custodisce in un posto speciale.
E’ uno dei miei romanzi preferiti, che rileggo sempre molto volentieri. Dal linguaggio ardito, e pieno di parole difficili, “un lessico da perdere la testa” – come descriveva Meg Ryan nel film “C’è Posta per te” – questo romanzo mi spinge oltre l’impensabile. Nella mente si alternano e susseguono le scene, descritte egregiamente, i vestiti fluttuanti, gli uomini in divisa, le feste, i balli, le lettere d’amore, e gli escamotage che le giovani sorelle Bennet inventano pur di raggiungere il loro scopo. Le gote in fiamme, i complimenti, i dispetti, i discorsi con i doppi sensi, le lacrime, i sorrisi, sono questi gli elementi che vi terranno legati a questo romanzo, per sempre. Se fossi stata io Elizabeth? Me lo chiedo spesso…credo che mi sarei comportata nella stessa maniera…è vero, forse abbiamo lo stesso “caratteraccio”.

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Ogni volta, ho la sensazione di scoprire cose nuove sui personaggi, la loro terra, le abitudini, le parole e soprattutto la loro mentalità, coinvolgente e a tratti quasi divertente. Mi piace pensare che in un’altra epoca, in un tempo lontano, siano potuti esistere due come loro, due caratteri diversi, due persone che dal primo istante non avrebbero mai realizzato di poter condividere una vita insieme…e invece! Molte volte accade, vi è mai capitato? Elizabeth e Darcy sono molto più reali di quanto crediate, sono due anime che ad un certo punto della vita, dopo aver viaggiato in solitudine, si trovano, si respingono, per poi finire insieme. Rapita dai loro discorsi, Elizabeth e Darcy sono sì, una donna e un uomo di altri tempi, ma talmente reali da essere tranquillamente considerati come una “coppia moderna”

 

 

 

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