Per quanto tu sia razionale, ci sarà sempre una fiaba alla quale finirai per credere

Avevo questo romanzo nella libreria del mio kindle da un po’ di tempo. Credo di averlo scaricato durante le vacanze estive.
Poi qualche giorno fa, mi sono lasciata incuriosire da una copertina che non ricordavo, mentre cercavo qualche storia da leggere e che mi tenesse compagnia in questi primi pomeriggi di freddo.
Sapete bene quanta fatica mi costi trovare nuovi spunti e nuove storie che mi facciano decisamente perdere la testa, e ultimamente le letture che ho scelto e che mi hanno davvero coinvolto al cento per cento, non mi hanno reso semplice il lavoro.
Quando mi lego così profondamente ai personaggi, alle loro vicende, alle loro storie, vorrei che il romanzo successivo sia meritevole e vorrei che per un po’ mi facesse dimenticare quell’attaccamento morboso che non stenta a passare.
Dicevo… avevo dimenticato di aver acquistato questo romanzo, e ultimamente accade spesso. Ho acquistato decine e decine di libri che ad oggi ho perso il conto.

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Anna Nicoletto è stata davvero una bella scoperta, anzi direi: fra le migliori fin ad oggi… l’approccio ai primi capitoli è stato una svolta… pensate che l’ho letto tutto d’un fiato in un pomeriggio e in una sera. A questo punto possono accadere soltanto due cose: o la situazione sta prendendo una brutta piega e muoio dalla voglia di togliermi un peso dallo stomaco e scoprire l’autore dove vuole andare a parare, o al contrario, perché ciò che sto leggendo mi sta facendo senza ombra di dubbio perdere la testa. Mi sono ritrovata a sfogliare le pagine con naturalezza, e sono stata talmente attirata dalle vicende dei due personaggi, tanto da riuscire a sottolineare soltanto qualche breve passaggio per la mia recensione. Credo che questo libro meriterà una seconda lettura. Mi piace annotare e prendere appunti quando leggo, soprattutto quando le linee guida si incastrano perfettamente con il mio modo di scrivere.
Stavolta lo ammetto: questo romanzo avrei voluto scriverlo io!
L’autrice è riuscita a conciliare alla perfezione linguaggio tecnico e romantico, scene di vita comune, e a sviluppare egregiamente l’argomento principale che è e resterà l’amore, sviscerandolo in ogni minimo particolare. Ha fatto centro puntando sia alla mia mente che al cuore. Mi rendo conto che negli ultimi tempi, le persone abbiano l’esigenza, direi quasi il desiderio, di leggere e scoprire storie che facciano battere il cuore ma al tempo stesso mettere in funzione il cervello. Abbiamo bisogno che vengano raccontate scene di vita comune e non favolette che restano lì, immutate nel tempo, senza avere un minimo di feeling con la realtà di tutti i giorni. Va bene fantasticare un po’, ma restare con i piedi per terra è quello che più mi interessa quando leggo un romanzo. E’ semplice inventare, magari anche cose strane, quelle storie che se ci ripensi ti dici: se vabbè, è  un sogno, e quando si realizzerà mai una cosa del genere… e invece trovo sia più difficile non abbandonare i luoghi comuni, dove gente “normale”, vive la propria vita scandita dal tempo che scorre nella maniera più semplice possibile. Ed è proprio questo, secondo me, il messaggio che Anna Nicoletto ha voluto far passare ne “Gli effetti collaterali della fiabe”… non esistono principesse, esistono donne…non esistono principi azzurri, ma solo uomini. Le principesse e i principi siamo noi, e siamo noi che costruiamo la nostra favola perfetta.  Qualche giorno fa ho postato un mio pensiero su facebook, e mi sono resa conto di quanto oggi sia difficile sognare…attenzione: non dico far realizzare i sogni, dico semplicemente “sognare”. Noi che scriviamo di amori impossibili, di donne e di uomini che si catturano a vicenda, che vengono intrappolati gli uni nella rete della altre. Che si rincorrono, si perdono e poi si ritrovano. Che si cercano di continuo e che a volte non hanno il coraggio di osare. Sono storie che sembrano all’apparenza irreali, che sembrano delle favole ed invece no! Sono di quanto più vero si possa trovare nella vita di ognuno di noi. Quindi abbasso principesse e principi che non hanno il sapore della realtà , nella vita bisognerebbe ispirarsi e sognare come donne e uomini comuni, come donne e uomini che vogliono vivere la vita così com’è, a volte giocando col fuoco e bruciandosi pure, a volte lasciandosi andare dopo aver messo da parte l’orgoglio e godersi la vita per come viene.
Ancora una volta la protagonista assoluta è una storia d’amore, iniziata con il piede sbagliato aggiungerei. Diventa centrale l’accavallarsi di eventi che vedono al centro due personaggi in antitesi, diversi, ma che si somigliano in ogni cosa. Delusioni d’amore, conquiste, corteggiamenti, e il classico tira e molla del “prendere o lasciare” che non stanca mai. Melissa e Stefano: lei che lotta costantemente per affermare le sue capacità, lui che ha avuto una vita apparentemente facile e che vuole scappare dalla quotidianità fatta soltanto di sotterfugi e ricatti. Prendono forma, sembra quasi di poter percepire la loro voce, o l’espressione che hanno sul viso, grazie ad una narrazione fatta di dialoghi freschi, linguaggio scorrevole, tecnico ma al tempo stesso romantico. La parte romantica è spezzata proprio da questo, dall’utilizzo di termini tecnici che non annoiano la lettura e che la fanno scorrere senza troppi indugi. Curata nei dettagli, semplice e coinvolgente al punto giusto. I dialoghi restano impressi nella mente, sono un botta e risposta che mi ha divertito parecchio e che rispecchia in assoluto il linguaggio usato nella vita di tutti i giorni, ma che non stanca, non stanca mai. Il romanzo è scritto in prima persona, parla con la voce di Melissa che descrive alla perfezione ogni momento che la vede protagonista, caratterizzato anche da qualche nota di colore, di autoironia che non guasta mai. Stavolta, però, è il personaggio maschile che ha catturato la mia attenzione: Stefano, è un uomo che adotta per tutto il romanzo la strategia del “mi piaci, poi non ti considero, ma in realtà sono innamorato di te”…praticamente è un vero macello. Lui, che non riesce ad esternare nel modo giusto quello che ha dentro, che ha paura di non essere capito, che teme il rifiuto da quella che si può considerare una ragazza normale, che si insinuerà nella sua vita e scaverà a fondo facendo uscire la sua parte più nascosta. Quando poi troverà il coraggio di scacciare i fantasmi che fino a quel momento si sono presi gioco di lui, ecco la delusione. Sovrastato da assurdi obblighi familiari, è chiuso in una gabbia, una gabbia d’oro da cui non riesce ad uscire. Ma non è ancora troppo tardi, lui può rimediare e Melissa lo sa. Lo aspetta anche se Stefano ci metterà un po’ a trovare il coraggio di mollare tutto e iniziare una nuova vita. Una vita fatta di difficoltà, ma una vita bella, dove nessuno dei due sarà più succube delle convenzioni. Una vita con lei. Il messaggio che ho colto leggendo questo romanzo è stato: L’importante è osare, sempre.
Non è facile oggi scrivere un romanzo rosa. Bisogna calarsi nei personaggi e renderli vivi. Soffermarsi sui particolari, per far sì che la storia decolli, che non sia il classico polpettone che fatichi a mandare giù. Non ci sono  solo bacetti, smancerie, qui c’è la curiosità di capire come funziona la vita, e se il vissero felici e contenti che  troviamo solitamente nelle favole è il lieto fine che ti fa sognare ad occhi aperti anche nel mondo reale.

 

Editore: Self Publishing
Data: 8 Luglio 2016
Genere: contemporary romance
Pagine: 372

Il mio voto: 5/5

Citazione da “Gli effetti collaterali delle fiabe”, Anna Nicoletto

“Il libro.

Sono trascorsi sei mesi da quando Melissa ha mandato all’aria un prestigioso dottorato a Londra assieme alla storia d’amore della sua vita, e niente di buono è successo nel frattempo. È disoccupata, sfiduciata, e persino l’odio che dovrebbe provare per il suo ex, responsabile di tutto, sembra essere a tratti difettoso. Stefano Marte è dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l’erede dell’impero di famiglia, un’azienda domotica di successo internazionale. Non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l’una sulla strada dell’altro. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco: non qualcuno come Stefano, un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Quello che non sa è che Stefano è disposto a darle l’unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l’opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un’opzione. E, comunque, è solo lavoro. Quel poco che c’è stato tra loro è facilmente archiviabile: lui non ha alcun potere su di lei e lei non cadrà mai vittima del principe di turno. Ma anche i migliori propositi vengono messi alla prova, e ben presto Melissa si renderà conto che nemmeno le persone più razionali sono immuni ai tranelli delle fiabe. E che, forse, debellarne gli effetti collaterali non rientra del tutto tra i suoi piani…”

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