Non sarebbe magnifico scoprire che per essere la persona meravigliosa che vorresti essere, basterebbe solo smetterla di nascondersi?

Un altro romanzo il cui tema principale è che la perfezione non esiste, o meglio esiste, perché ognuno di noi deve sentirsi perfetto, sempre e comunque. Quante volte vi sarete chiesti, o avete provato a trovare la ricetta perfetta per cercare di essere migliori? Ora ci penso io a fare un po’ di chiarezza…

Samantha Preston è la protagonista, che io definirei più che altro un’eroina del terzo millennio, dell’ultimo romanzo pubblicato dalla Newton Compton e firmato Cecile Bertod, uscito il 10 novembre 2016. Una ragazza apparentemente normale che però ha un cruccio, quello di vedersi inadatta, quello di sentirsi poco attraente solo perché ha qualche chilo di troppo che proprio non riesce a gestire e che le crea non pochi problemi, esistenziali soprattutto. Ma il costante pensiero di Sam è un altro. Ha difficoltà ad emergere, a mettersi alla stregua degli altri, soprattutto delle donne, e allora che fa?  Si nasconde dietro il peso, sotto i vestiti larghi, sotto l’aria da “ragazza innocua”. Poi arriva la soluzione, quel momento in cui Sam si troverà nel posto giusto al momento giusto. Un evento l’aiuterà a riflettere e capire che il mondo, in realtà funziona il contrario di come lei crede.

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Da quando ha iniziato a lavorare presso un’importante testata giornalista di San Francisco, città dove è ambientato il racconto, è innamorata del suo capo, il vicedirettore, Dave, il classico imbecille che è attratto da un altro genere di donna, ops “femmina”, visto che ci fa solo sesso, che non somiglia per niente a Sam. Tutto inizia con una scommessa: riuscirà a restare buono per tre mesi senza toccare una donna? Viene messo alla prova da un concorso per donne formose, “curvy”. E sarà proprio durante una serata in cui Sam deve lavorare per il giornale, che conosce un ragazzo. Di lui sa solo che si chiama Al, e che è profondamente attratto da lei, dal suo fisico, dalla sua bellezza che Sam non sa di avere. Sam non fa altro che pensare a Dave, capendo poi che deve lasciarlo andare, perchè in fondo lui non le darà mai quello di cui ha bisogno. Cerca di mandare via quel pensiero costante che ha di lui, ma non ci riesce, è proprio un’ossessione tremenda quest’uomo. Scopre, solo alla fine, che, in realtà Al è l’organizzatore del concorso, quando sarà lo stesso Dave, preso dalla gelosia, che glielo svelerà. La svolta accade quando Sam riesce ad entrare tra le finaliste, aggiudicandosi addirittura il secondo posto. Anche se inizia a piacerle quel mondo, sa bene che stare sotto i riflettori non è quello che vuole dalla vita.

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Dopo il concorso Sam inizia a porsi tante domande, non sa chi scegliere tra Dave e Al che sono in grande competizione. Ma lei sa bene chi vuole, di chi è innamorata. Sam non ha bisogno di una storia qualunque, lei vuole avere una vera storia d’amore, il suo lieto fine che aspetta da tempo. Sembra strano ma se approfondiamo bene questo argomento, ci renderemo conto che, da un lato c’è Al che appartiene ad una realtà a tratti sconosciuta per Sam…la moda e le sfilate non sono la sua vita, che invece è rappresentata dal suo vero lavoro, quel lavoro per cui ha studiato, che ha voluto tanto, perchè il suo sogno è quello di diventare una giornalista, e quindi, dall’altro lato della barricata troviamo proprio Dave. E’ tutto un’antitesi, che si districa in un vortice di pensieri, parole, e gesti che vi porteranno al finale con tanta trepidazione.
Analizzando i personaggi, chi di voi non si è mai sentita, almeno una volta nella vita, un po’ Sam? Capita a tutte a volte di vedersi inadeguate, di voler nascondere i propri difetti e non riuscirci, di tentare il tutto e per tutto per entrare in un vestito perché in quel momento la testa è così che dice. Al è pieno di sé, è convinto che Sam sfonderà, che Sam è bellissima così com’è, che non ha bisogno di cambiare nulla, e sarà proprio lui che le darà quel coraggio di osare, di mettersi in gioco. Ma Al non è l’uomo per lei, no! non lo è. Il suo uomo perfetto è Dave, che poi diciamoci la verità, perfetto fino ad un certo punto…è il casino fatto uomo, uno di cui non puoi fidarti, quello che oggi ti dice “voglio stare con te”, e domani ti molla come se non fosse niente. Insomma: il tipico stronzo che meriterebbe di essere preso a schiaffi dalla mattina alla sera. Ma a lei piace e Sam non vuole rinunciarci. E’ un po’ come se vedesse oltre, va a fondo di quella che è la sua vita di tutti i giorni, caratterizzata dalle foto con le modelle, da avventure con donne bellissime che durano una notte e a cui lei non osa nemmeno paragonarsi. La differenza è che Sam è sempre stata lì, è lui non l’ha mai degnata di uno sguardo, che non l’ha considerata fino a quando il cambiamento non la farà apparire sotto una luce diversa. Guardandola, e lavorando a stretto contatto con lei, si rende conto che qualcosa è cambiato. E’ successo da quando ha iniziato a frequentare Al, il suo giro di esperti, e dopo la sua iscrizione al concorso. Qualcosa di stranamente incontrollabile si muove in lui…è la gelosia. La gelosia che qualcun altro possa averla al posto suo, possa guardarla come lui non l’ha mai guardata. E alla fine, Dave è pure quello che avrà la meglio… Anche se penso che sia un vero scombinato, dentro di me, mentre andavo avanti nella lettura, non nascondo di aver fatto il tifo per lui. Eh sì…alla fine siamo tutte un po’ Sam.
Ancora una volta, Cecile si è rivelata la conferma che non ha tradito le mie aspettative. I suoi romanzi sono sempre così scorrevoli, raccontano quella realtà che a volte fatichiamo a tenere a mente. Non condivido il parere di chi ha decritto questo romanzo come una storia banale, trita e ritrita, senza pathos, e con continui “tira e molla” estenuanti…e vabbé…mi chiedo che cavolo di vita vivano queste persone. A volte mi sembra che l’essere umano abbia smesso di essere tale e si sia trasformato in un robot. La vita, soprattutto se condita con un po’ di amore e voglia di trovare quello giusto, deve essere fatta di pathos, dolore, tira e molla, cretinate varie e rapporti pieni di battibecchi. Cecil cosa ti è successo? Il tuo declino è imminente… baaah…tutte stupidaggini. Io ho trovato il romanzo frizzante, melodrammatico al punto giusto, con dialoghi scritti benissimo, e tutto condito da quell’humor e ironia che è proprio il biglietto da visita di questa scrittrice. Non sono di parte, non lo dico perché i suoi libri mi sono sempre piaciuti, ma perché è la pura verità. Ed è proprio per questo che consiglio anche a voi di leggerlo se non l’avete ancora fatto. Scrivere un romanzo rosa non è semplice, la storia deve reggere, per quanto sia fantasia devo essere sempre e comunque reale. E’ vero, a volte si rischia di cadere nella banalità…io lo so…lo so da lettrice e da scrittrice che ancora non si decide a finire il suo romanzo proprio perché ha timore di questo. Ma la frase che ho scelto per il titolo di questo post la dice lunga…se non provi, se non inizi a camminare non saprai mai dove la strada ti porterà… se non tenti, resti fermo, sulla tua mattonella che prima o poi inizierà ad andarti stretta. E se dovesse andare male…e se invece andasse bene? Ma che cavolo…se non volete leggere racconti rosa e contemporary romance, compratevi un bel libro di Bruno Vespa e non rompete le scatole (con tutto il rispetto per Bruno Vespa)…
Sam è buffa, una pasticciona, sembra quasi aver paura della vita e degli altri… di quegli uomini, e soprattutto di quelle donne a cui non può pensare nemmeno di avvicinarsi. Sam è VERA, come Cecile, come me e come tante altre ragazze, e donne che esistono sulla faccia di questa terra. Cecile è riuscita a descrivere la categoria egregiamente, non è scontato, non è banale, è pura e semplice realtà. Realtà che è diventata libro, parole messe nero su bianco. e non credo sia stato un lavoro semplice. Perchè un fatto è raccontare la storiella di fantascienza che non c’entra nulla con la realtà ma è solo frutto di una invidiabile fantasia – non lo metto in dubbio – in questi casi basta  la dose giusta di creatività e il gioco è fatto; un altro fatto è creare una storia che pur essendo di fantasia deve far assaporare al lettore il gusto della genuinità, della quotidianità, della stramaledetta voglia di vivere che tutti noi dovremmo avere.
Per cui il mio voto, parere, opinione, chiamatelo come vi pare, è più che positivo…
So bene che questa recensione è stato più uno sfogo verso chi non ci ha capito niente, ma oggi mi sentivo di scriverla così. In ogni caso: perdonatemi!
So che i pareri positivi su questo romanzo sono stati tantissimi, basta leggere qualche recensione, blog o semplicemente vedere quante persone abbiano partecipato con entusiasmo al tour di presentazione che Cecile ha fatto in queste settimane. A proposito, vi ricordo che l’ultimo incontro ci sarà ad Isernia, presso la Giunti, l’8 dicembre, se avete la possibilità, non mancate!
Detto questo, vi lascio in buone mani e in compagnia di una buona lettura, struggente, divertente e densa di significato!!!

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