Addio…quando è necessario il finale triste

Oggi ho intenzione di affrontare uno degli argomenti che ho trattato qualche giorno fa con alcune amiche. Ho pensato di scriverne un post e condividere anche con voi alcuni dei miei pensieri. Essendo una scrittrice ancora alle prime armi ma soprattutto una che adora leggere i romance, è inutile che mi soffermi su quanto anche io, come molti di voi sicuramente, adori lasciarsi incantare da storie travagliate, amori impossibili e lotte di cuore che poi sfociano nel “vissero tutti felici e contenti”. Ma le favole non esistono, almeno nella realtà. Peccato! Il più delle volte immaginiamo come possa essere la vita vera tramutata nella fantasia: sbagliatissimo! A volte anche la sottoscritta vorrebbe che nella realtà ci si lasciasse circondare da quell’ aurea di romanticismo e che, diciamocelo,  alla fine vada tutto per il meglio. Quindi, quante volte ci siamo detti: ah questa storia vorrei che fosse la mia,  quanto vorrei anche io il bel finale e ci siamo immedesimati totalmente nelle storie strappalacrime che di continuo leggiamo? Ognuno di noi ha bisogno del”bel finale”, per sognare un po’ e per vivere meglio.   Ma l’incanto resta tra le pagine dei romanzi e non può trasformarsi in realtà. Purtroppo! Questa è la verità, dura e cruda. Ma io non vivo in un mondo che non esiste e accetto anche i finali un po’ meno sorridenti.

Leggere un libro è sì immedesimarsi, ma è anche avvicinarsi alla realtà nel modo migliore possibile.

Ecco perché vorrei dirvi la mia sull’argomento “finale”… la mente, i sentimenti e le emozioni giocano un ruolo importante, sia nella stesura di un romanzo (se parliamo di uno scrittore), sia nella lettura. E’ scontato che il “bel finale” è tutto ciò che si vorrebbe trovare tra le ultime righe di un libro. Conosciamo (per tutti i generi) personaggi destreggiarsi tra mille peripezie, tra scelte, amori impossibili e quando arriviamo al “vissero felici e contenti” sembra che il lettore tiri un sospiro di sollievo, perché sì: è ciò che ha voluto dal primo istante. Ma non sempre è così. Non sempre “finale triste” è sinonimo di “libro brutto”, o “libro triste”… spesso è quello che ci vuole, anche per rendere la storia la più veritiera possibile! Criticare negativamente un finale triste è sbagliato, perché significa non aver compreso appieno la storia che si è letto, cioè: non aver capito nulla! Diamo ai finali tristi un po’ di speranza ogni tanto, perché a volte nascondono più verità di quanto possiamo immaginare.

 

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