Rinchiusa nel guscio della mia pelle, la vita mi scorreva a fianco, senza che io ne fossi minimamente intaccata

È questa la frase da cui vorrei cominciare per recensire questo romanzo. Da questo pensiero comprenderete tutta l’anima che troverete tra le pagine della storia scritta da Giusy Moscato.

L’autrice con quest’opera pubblicata dalla casa editrice Dark Zone lo scorso 5 ottobre, ci porta in Giappone, in posti che fatico anche io a credere che esitano per davvero. In un mondo quasi “parallelo”, racconta la vita di Sen, una giovane donna. O forse sarebbe meglio definirla una bambina? Ha 12 anni e un destino a cui non può fuggire. È l’erede di uno dei clan ninja più importati del Giappone, e malgrado tutto, accetta la dura sorte che suo padre, soprattutto,  le ha voluto imporre.

Riuscire a trovare l’equilibrio tra l’essere donna e il destino imposto dal suo clan non è semplice. Percorreremo la sua vita e la sua dedizione nell’essere ciò che deve: un ninja.

TRAMA

Nel cuore dell’isola di Hokkaido sorge il villaggio di Kakushimura dove gli uomini si allenano per diventare i migliori ninja del Giappone. Per generazioni è stato così, finché non sono nata io, una donna, figlia primogenita di uno dei più importanti clan.
Mi è stato imposto un nome maschile, mi hanno ordinato di celare il mio volto e mettere a tacere la mia voce. Ho dovuto allenarmi duramente, come un uomo, per diventare ciò che i miei antenati volevano che fossi.
Mi chiamo Nakagawa Sen e sono un ninja.

Prima della nascita di Sen, nel villaggio di Kakushimura nell’isola di Hokkaido non si è mai vista una donna ninja. A Sen viene imposto un disciplinare, che comprende, innanzitutto,  non svelare a nessuno la sua vera identità. Suo padre la considera un “maschio” a tutti gli effetti, mortificando a volte, anche la sua vera natura. Sen non può parlare, non può far vedere il suo viso, non le è permesso interagire nemmeno con i suoi “compagni di squadra”, Jin e Taki che si allenano costantemente con lei, tutti i giorni sotto lo sguardo attento di Masahiro. Sì, perché a Sen tocca anche quest’altra grande prova: gli insegnamenti di suo padre, il suo sensei – il maestro – sono duri, severi e lei non vuole deluderlo. Ma sarà proprio con Jin che riuscirà a instaurare un rapporto fatto soprattutto di sguardi, grazie ai quali il giovane futuro ninja riuscirà a interpretare i pensieri della ragazza.

Il tempo di capire come veramente stanno le cose, per comprendere quale sarà davvero la sua vita, arriverà presto. Sen si troverà ad uccidere e a ricordare in maniera ossessiva quell’uomo a cui ha tolto la vita, addirittura finirà col maledirsi per questo.

Kunoichi Sen è un romanzo che non solo racconta la storia travagliata di una giovane donna strappata al suo vero essere, ma è anche un salto in un tempo che sembra a noi sconosciuto quasi come se i protagonisti si trovassero in un’altra era. L’essere un ninja è una sfida continua, fatta di errori, perdite, dolore e soprattutto solitudine.

Dietro la stesura di questo romanzo si comprende il duro lavoro di ricerca fatto dall’autrice che non ha lasciato nulla al caso.È una storia che va letta con calma e senza fretta, senza farsi prendere dalla smania di arrivare al finale. Questo fa sì che la trama possa essere assaporata in tutti i suoi particolare che, vi assicuro sono molteplici e vi lasceranno incantati. Dettagli che non possono essere presi alla leggera, che si sposano alla perfezione con quei termini tecnici che sono indice dell’impegno che l’autrice ha messo per rendere  questo romanzo speciale e che la stessa, con passione e devozione, ci ha regalato. Una storia che consiglio a tutti di leggere, un capolavoro che oggi sicuramente entrerà a far parte dei miei best di quest’anno.

La maestria di Giusy Moscato è riuscita nel compito più arduo:  sono riuscita ad ascoltare il fruscio degli alberi, il silenzio che divora l’anima, l’odore del sangue e i pensieri di Sen che scorrono senza sosta tra le montagne innevate e le radure incontaminate. Crudeltà, orgoglio, la sfida continua con se stessa, l’egoismo e tanti altri sentimenti, sono gli accessori che rendono questo romanzo singolare, qualitativamente ottimo e, in particolare,  dedicato al cuore di chi sa ascoltare.

La storia è simbolo di forza, quella di cui Sen è alla continua ricerca, dalla prima all’ultima pagina. Il tormento di non essere all’altezza, di non riuscire a diventare ciò che si è prefissata è l’ingrediente magico che la rende affascinante, e al tempo stesso, un buono spunto per una riflessione profonda. L’ingenuità e l’inconsapevolezza di una bambina che diventa donna, sono racchiuse e raccontate magistralmente in uno dei miei capitoli preferiti. Lì si sente tutto il cuore di Giusy. La punizione del corpo e il risentimento per non essere nata maschio, sono uniti all’errore di un padre accusato più volte di aver voluto rinunciare per sempre alla sua unica figlia, erede di un destino già segnato. Questi sensi di colpa e la paura di non essere all’altezza dei suoi antenati e della sua famiglia, attanagliano il cuore della piccola Sen, e insieme ad essi giunge anche la malinconia (quando si troverà ad osservare un gruppo di sue coetanee) per ciò che sarebbe potuta essere. Tutti questi elementi fanno tenerezza e danno forza non solo alla protagonista ma anche al lettore. Sen è l’eroina da cui trarre insegnamento, e dai cui apprendere il coraggio di diventare ciò che si desidera . L’orgoglio di essere un ninja si intravede nel suo sguardo, in quegli occhi che ritroviamo riflessi nella lama della katana che stringe tra le mani come un bene prezioso, e che scopriamo perfino sulla copertina del libro che, ci lascia andare a un respiro profondo che arriva fin dentro l’anima.

 L’abilità di Giusy Moscato nel far scorrere la penna è simile a quella di Sen nell’usare le armi. Le parole fluttuano decise, leggere, in un’armonia di odori, sensazioni ed emozioni uniche. La sua dedizione per la storia nasce comunque da una passione giovanile. L’influenza della vita vissuta si avverte in molti punti della storia, romanzata alla perfezione, lasciando il lettore interdetto su quanto di vero ci sia veramente.

La bravura dell’autrice è evidenziata anche nel glossario finale, con cui ha voluto “coccolare” anche i lettori come la sottoscritta che non sono molto avvezzi ai termini della cultura orientale.

Fatevi catturare e trasportare  da questo viaggio che non solo è interessante, ma è anche emozionante e vi lascerà – non ho dubbi – con il fiato sospeso e con la mente straripante di emozioni fino alla fine. Benché sia una storia di fantasia, Kunoichi Sen è più reale di quanto si possa credere.

SCHEDA:
Titolo: Kunoichi Sen. Il ninja
Autore: Giusy Moscato
Genere: Narrativa

Editore: DZ edizioni
Data di Pubblicazione:5 ottobre 2017

IL VOTO DI LIDIA: 5/5  

 

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