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L’amore mi chiede di te

Attraverso la voce di Selva ed Enea, Lucrezia Scali ci farà assaporare una vita fatta di simboli, sentimenti e sensazioni che accompagnano i protagonisti attraverso le pagine di un libro che sono certa vi piacerà.

Edito dalla casa editrice Newton Compton e pubblicato lo scorso 23 ottobre, L’amore mi chiede di te è il terzo romanzo della scrittrice torinese che, anche stavolta, non ha tradito le mie aspettative.      Il primo approccio che ho avuto è stato con la copertina: non potevo non farmi travolgere da questa storia in cui sono riuscita a sentire i profumi, a percepire i colori di un piccolo paesino e i pensieri dei suoi abitanti.

Trama:

Roccamonte è una cittadina tranquilla, dove non succede mai molto. Per questo fa notizia anche l’apertura di una tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza arrivata da poco in paese. Considerata strana sin da piccola, per i suoi gusti diversi dalle coetanee, Selva ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per qualsiasi problema, lei ha pronto un rimedio a base di erbe. Enea è il primo cittadino di Roccamonte: disponibilissimo con tutti, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio a lasciarsi coinvolgere. Tanto meno da Selva, con la quale Enea non sembra avere niente in comune. Ma nonostante si ripeta che deve starle alla larga, non può negare, almeno a se stesso, di esserne attratto. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa e lui pare deciso a lasciarsi andare, qualcuno fa ritorno in paese… Qualcuno che appartiene al passato di Enea.

Selva decide di dare una svolta alla sua vita. Lascia la sua città, un appartamento che condivide con la sua amica Sonia e il suo gatto Ciro, alias Coso, per rifugiarsi in un piccolo paesino che, come lei stessa definisce, « non viene segnalato nemmeno sulle mappe geografiche ». Prende in affitto un vecchio locale, in cui da anni soltanto la polvere regna sovrana. Dopo sacrifici e tanta dedizione per rimetterlo in sesto e donargli nuova vita, Selva aprirà il suo esercizio commerciale, una tisaneria, che susciterà non poche perplessità tra gli abitanti del posto, un po’ scettici sulla nuova arrivata e anche un po’ impiccioni. Selva ha alle spalle due figure importanti: sua madre e sua nonna. Ed è proprio da quest’ultima che erediterà un dono speciale che la allontanerà invece da colei che l’ha messa al mondo.  La ragazza, proprio come sua nonna, riesce a guardare nell’animo delle persone e lo fa in un modo che a primo impatto incute un certo timore e mistero.                                                               I suoi legami a Roccamonte sono pochi, e Selva non sarà l’unica protagonista. I suoi pensieri, i suoi racconti, si alternano con quelli di Enea, il giovane sindaco del paese. Schivo, taciturno ed enigmatico, si troverà a dover fronteggiare le richieste assurde dei suoi cittadini, donne e uomini di una certa epoca che vivono da generazioni in quei luoghi. Diventeremo partecipi delle sue sfogate, delle freddure e delle battute e battibecchi ironici che sono un condimento perfetto per questa storia dal sapore un po’ antico e un po’ misterioso.

Con questo romanzo lo stile di Lucrezia Scali, ancora una volta, è riuscito a fare breccia nel mio cuore. La scrittura sempre pulita e impeccabile è indice del suo miglioramento e in questa storia raggiunge la maturità e la perfezione che contraddistingue gli scrittori che amo leggere. 

Ho conosciuto Lucrezia con il suo primo romanzo, Te lo dico sottovoce, best seller nel 2016, e ho assaporato la sua bravura di autrice perfezionatasi con La distanza tra me e te, fino a quest’ultima pubblicazione ancora una volta impeccabile.  Con lei posso sbilanciarmi perché è diventata una sicurezza, un’autrice che leggerò sempre a scatola chiusa e che sono certa non tradirà le mie aspettative per il futuro, proprio come ora.              Si percepisce tutta la sua dolcezza tra le righe, nei dialoghi e nelle descrizioni. Rarità nel suo genere che riesce a mixare senza troppi fronzoli e senza intoppi, romanticismo e ironia attraverso i personaggi sempre freschi e in armonia con la storia raccontata.

L’amore mi chiede di te che merita la valutazione più alta da parte mia è un romanzo che consiglio di leggere se non l’avete ancora fatto. Potrebbe essere un bel regalo da fare o da trovare sotto l’albero, perché no!

« Mi ero sempre domandate che cosa spingesse un fiore a nascere tra i sassi. Per quale strana forma di autolesionismo sbocciasse in mezzo al nulla e senza la possibilità di avere compagnia.Forse era proprio quella la sua particolarità. Essere destinato a poche persone e donare il profumo a chi fosse in grado di coglierlo. allora, in fondo, noi e i fiori non eravamo poi tanto diversi. »

 

TITOLO: L’AMORE MI CHIEDE DI TE                                      
AUTORE: LUCREZIA SCALI                                              
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 OTTOBRE 2017                              
EDITORE: NEWTON COMPTON EDITORE

IL VOTO DI LIDIA

BELLISSIMO

Tu sei il mio dolcissimo imprevisto e sono felice di averti nella mia vita

Ecco finalmente una scrittrice che vi ruberà mente e cuore – soprattutto –  senza darvi modo di accorgervi di quello che vi sta succedendo. Qualche mese fa ho recensito già uno dei suoi romanzi, Lieve come la neve, e Chiara Trabalza mi ha immediatamente colpito come un fulmine a ciel sereno. Ne ho apprezzato dal primo istante la scrittura, il modo che ha, con freschezza e dolcezza, di descrivere i personaggi, e il mondo in cui vivono, con quel tocco di romanticismo, realismo e commedia che sono esattamente nelle mie corde. Ho letto i suoi romanzi uno dopo l’altro, e mi sono meravigliata di come, pur essendo diversi tra loro, raccontano, analizzando sotto molteplici aspetti, la vita di persone comuni che potremmo incontrare ovunque, con quella nota di curiosità e di leggiadra tranquillità che appartiene proprio a lettori, esigenti ma allo stesso tempo spensierati, come la sottoscritta.

Il mio imprevisto più dolce racconta la storia di un’amicizia, una di quelle che ti segnano per sempre. Elena e Liam, sono loro i protagonisti del romanzo che vi consiglio di leggere e che sono certa vi resterà nel cuore proprio come è accaduto a me. La trama si snoda sotto vari punti di vista che mi sono ritrovata durante la lettura ad analizzare con calma e che stasera ho piacere di condividere con voi. Prima di tutto, ho riflettuto sul rapporto e sull’amicizia tra uomo e donna. Io ne sono una sostenitrice, lo ammetto, e sì, secondo me l’amicizia tra persone di sesso diverso è una delle cose più belle al mondo e che tutti prima o poi nella vita dovrebbero avere la fortuna di provare. Io ne sono un valido esempio, lo confesso;-) Ed Elena e Liam sono stati, da ragazzini proprio questo. Solo che ad un certo punto, le circostanze della vita, li portano a separarsi e a perdere uno le tracce dell’altra. Fino a quando Liam non torna in Italia, e il primo pensiero va proprio a quella piccola amica che ha condiviso con lui tanti bei momenti. La cerca e la trova finalmente. Elena è cambiata, non è più la bambina di un tempo, anzi è una donna che in pochissimo tempo gli farà vivere emozioni che non è mai riuscito a provare fino ad allora. L’imbarazzo di scoprire che tra di loro c’è qualcosa di più, quel qualcosa che va oltre l’amicizia, farà vacillare Elena, che ancora non sembra pronta a legarsi completamente ad un uomo, soprattutto se quell’uomo è il suo migliore amico. A volte Liam è geloso, possessivo, e tutto questo scatena in Elena reazioni che non avrebbero modo di esistere se lui riuscisse a confidarle cosa prova per lei. Quando poi finalmente ci riesce, tutto sembra migliore, tutto improvvisamente è diverso.  Ma questo nuovo sentimento riuscirà a scatenare in Elena sensazioni contrastanti che alla fine spezzeranno quel legame profondo ma allo stesso tempo sottile come un filo di seta che li allontanerà nuovamente. Ma come si dice in questi casi? ah si…la vita ti sorprende quando meno te lo aspetti, e anche se Liam parte convinto che non tornerà più nella vita della donna che ama, qualcosa di inaspettato che gli affolla la mente, lo costringerà a ripercorrere quello stesso cammino che ha intrapreso qualche mese prima. Al suo ritorno la sua vita cambierà di nuovo, ed Elena, che non è più da sola, riempirà quel vuoto che da troppo tempo si era impadronito di entrambi.

Quel contatto fu come una scossa elettrica per me. Non era più la mano fragile del ragazzino che io ricordavo, ma era la mano grande e forte dell’uomo che ormai Liam era diventato. <<Mi sei manacto molto>>, dissi quasi in un sussurro, abbassando lo sguardo, leggermente imbarazzata. <<Anche tu Lilli, moltissimo>> rispose lui sorridendomi.

In questo romano si parla di “seconde possibilità”. Liam che entra nella vita di Elena per la seconda volta, che lo fa inizialmente in punta di piedi per poi scoppiare in un mare di amore e di emozioni che mi hanno travolto dalla prima all’ultima parola di questi romanzo. E a Liam sarà concesso di ritornate poi, infine, e di scoprire che a volte gli imprevisti posso donare quei “piccoli miracoli” di cui ogni tanto ognuno di noi avrebbe bisogno. Mi sono commossa davanti la fragilità che appartiene ad entrambi i personaggi, quella stessa fragilità che poi diventerà forza e si tramuterà da orgoglio a irrefrenabile bisogno di stare insieme. Ho sorriso quando Liam trasforma la casa di Elena in un vero bosco delle fate, e mi è scesa una piccola lacrima quando ho scoperto il “dolce imprevisto”, innocente e genuino che restituirà loro linfa vitale.

PH: Anna d’Amore

“Avevo trascorso le ultime ore a fare compere in giro per negozi e ad addobbare ogni lato della casa. Alla fine ero esausto ma il risultato fu meraviglioso, nemmeno io avrei osato sperare tanto. Spensi tutte le luci della casa e mi guardai intorno. In salotto avevo appeso piccoli fili di luci multicolore che illuminavano la stanza di colori arcobaleno tenui e caldi. Sulla tavola apparecchiata avevo messo al centro un contenitore di vetro pieno d’acqua dove galleggiavano ninfee e candele accese. Lungo il corridoio buio avevo poi disseminato altre piccole candele profumate alla vaniglia e al muschio che donavano a tutta la casa un aroma selvatico. Avevo poi appeso qua e là dei rami di edera per ricreare l’effetto del bosco. Il tocco finale però era nella camera di Lili. Qui il suo letto ero cosparso di petali di rosa colorati, ne avevo messi un po’ anche in terra, mentre dal lampadario pendevano fiori di glicini che avevo strappato da un muro mentre tornavo verso casa. Ero in macchina nel pomeriggio, dopo aver girato per negozi e avevo visto la parete di un giardino piena di glicini che in questo periodo sono nel pieno della loro meravigliosa fioritura. Così non avevo saputo resistere. Ero sceso dalla macchina, mi ero guardato furtivamente intorno e poi con rapidità mi ero avventato sui rami della povera pianta per strapparne qualche rametto da appendere in camera di Elena. E in effetti, adesso che li osservavo pendere dal lampadario, ero orgoglioso di me perché davano un aspetto davvero romantico a tutto l’ambiente.” 

Una bellissima storia d’amore, non banale ma come dico io “con i piedi per terra”, con i giusti colpi di scena che si articolano tra sentimenti puri, sentimenti veri che donano a questo romanzo la carta vincente che appassiona chi lo legge. E’ un romanzo rosa a tutto tondo, un VERO romanzo rosa, delicato, struggente, romantico, forte e concedetemelo per favore: che arriva dritto al cuore!

Ho conosciuto Chiara per caso, è stato proprio come un imprevisto e la stimo molto sia come scrittrice che come donna, e non vedo l’ora di leggere il suo prossimo romanzo, in uscita nei prossimi giorni.

E’ riuscita egregiamente a descrivere una di quelle storie in cui è difficilissimo non immedesimarsi. Con la sua delicatezza e sensibilità fa venir voglia di aprire quei cassetti del cuore che a volte restano chiusi per troppo tempo. Quando il cuore resta freddo per un po’ ci vuole un romanzo come Il mio imprevisto più dolce, per accogliere di nuovo quel calore di cui a volte si è alla disperata ricerca. Questo romanzo riempie immensamente i cuori di chi lo legge, e vuole lasciarsi andare, non solo per emozionarsi, ma anche per ritrovare un po’ di se stessi. Mi è impossibile non dare a questo romanzo il massimo delle mie adorate lune piene, se le è meritate proprio tutte.

 

Titolo: Il mio imprevisto più dolce
Autore: Chiara Trabalza
Editore: Lettere Animate
Data di pubblicazione: 30 giugno 2015

IL MIO VOTO: 5/5       

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Quel che facciamo in vita riecheggia nell’eternità

Non potete immaginare quanto io detesti essere in ritardo…
Avevo intenzione di recensire questo romanzo già da parecchi giorni e ogni volta che mi sedevo al computer c’era sempre qualcosa o “qualcuno” che me lo impediva… ihihihih…
Finalmente la nanetta adesso sta dormendo e io posso condividere con tutti voi le mie impressioni sull’ultimo lavoro di Marta Savarino che, sicuramente mi avrà dato per dispersa e starà ancora ansiosamente aspettando la ricetta del mio ciambellone…
ok ok, dopo questa breve parentesi, torno seria, è meglio!

Quando ho ricevuto una copia del romanzo, la voglia di leggerlo tutto d’un fiato è stata tanta e fortissima. Come non farsi trasportare il giorno di San Valentino da una storia d’amore?!? è inutile porsi ancora questa domanda.
Non essendo il primo lavoro di Marta che leggevo ero convinta di andare sul sicuro.
La prima cosa che immediatamente mi ha colpito è stata la cover, e vi assicuro che le sue sono sempre state davvero molto belle, ma questa, è come se mi avesse rapito dal primo istante.
Do sempre molta importanza alla copertina quando acquisto o leggo un libro, e stavolta posso dirvi che questo scatto è perfetto e lascia intendere, senza rifletterci troppo a lungo, quanto la storia raccontata tra le pagine di                    Ho sempre voluto te, racchiuda tutte quelle sensazioni che io definisco magiche, come sentimenti, amicizia, amore e vita con cui ogni tanto ogni lettore dovrebbe lasciarsi andare.
L’amore è sempre al centro dei libri di Marta Savarino, che si tratti di un romanzo storico o contemporaneo, ma stavolta lo si affronta sotto diversi punti di vista che a breve andrò ad esaminare.

Ho sempre voluto te racconta la storia di Anna, trentenne torinese delusa dall’amore, e un po’ anche dalla vita. Ebbene, a volte questa è proprio una conseguenza, come se dall’amore dipendesse tutto, e in questo romanzo si racconta proprio quanto sia importante trovare la persona giusta e che le scelte sbagliate ci portano a diventare persone diverse e a vedere le cose sotto una luce così pessimista che non ci fa rendere conto nemmeno di essere diventati qualcun altro.
E Anna è proprio così. In cerca di quel qualcosa da recuperare e che ha lasciato nel passato di una vita che doveva essere quasi perfetta.

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Sogna e non avere paura di farlo, sogna e non smettere mai, perché è ciò che ti tiene in vita

Iniziare l’anno nel migliore dei modi è ciò che mi ripetevo stamattina. Ecco perché, ho afferrato il romanzo che ho letto a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del nuovo anno, e mi sono promessa di arrivare all’ultima riga nel più breve tempo possibile. Non stavo più nella pelle, avevo bisogno di condividere con i miei lettori le emozioni che da qualche giorno hanno preso possesso della mia anima e che mi hanno portato ora a scrivere questa recensione. Nascondere la fatica è quasi un’impresa, ecco perché spero di esserne all’altezza…cercherò di trovare le parole giuste come posso.  Il romanzo in questione,  è Non dirgli che ti manca, di Alessandra Angelini, un’autrice emergente, che ho conosciuto un po’ di tempo fa sul web, soprattutto grazie a Facebook .

La ragazza in copertina sembra avere un’espressione triste. Guarda lontano come se fosse alla ricerca di qualcosa. Indossa uno di quegli sguardi che dice tutto ma che avresti comunque voglia di scoprire a fondo… Lei è Isabella, giovane studentessa di medicina, delusa dall’amore, delusa dalla famiglia, insomma, delusa dalla vita. Il padre, un uomo di successo, ha scandito secondo i suoi ritmi, la vita della sua famiglia, prima quella della moglie, di conseguenza quella dei figli. Paolo, suo fratello, sembra voler seguire le sue orme, ma Isabella non cede, lei non diventerà come sua madre, non continuerà ad essere una pedina debole nelle mani di quell’uomo che pensa solo a salvare la faccia e la carriera. La svolta sarà segnata dalla scoperta del tradimento del suo ragazzo. E’ quella, insieme all’insistenza di suo padre di chiedere a sua figlia di dare loro un’ulteriore possibilità, la goccia che farà traboccare il vaso, il motivo per cui Isabella deciderà finalmente di non sottostare più alla tirannia di quell’uomo con cui condivide soltanto il sangue e un cognome pesante. Decide che è arrivato il momento di cercare la propria strada. Si trasferisce a Bologna, continuando i suoi studi all’università. Ma un imprevisto diventerà la sua sfida più grande. Si chiama Denis, ed è il batterista di una band emergente in cerca di fama, i Bad Attitude, che dal primo sguardo si rivelerà quell’ancora di salvezza che la porterà a navigare in quel mare sconosciuto della vita che da sempre le è stato vietato esplorare. E’ un amore, il loro, che non conosce limiti, che si avviluppa tra le vene, che manda il cuore su un altro pianeta, e a cui entrambi si aggrappano fino all’ultimo respiro.

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Ti bacerò. Un giorno lo farò. Quando tutta la pioggia del cielo toccherà la riva di questo lago. Allora io ti bacerò.

Victoria è una scrittrice, è alle prese con il suo ultimo romanzo di cui però, ancora non ha scritto una parola. Quante volte accade?
Quante volte noi scrittori non abbiamo la più pallida idea di dove sia andata a finire l’ispirazione, ma sappiamo che c’è qualcosa dentro di noi, pronto ad uscire non appena avremo trovato il modo, i mezzi per farlo riemergere ed iniziare a mettere nero su bianco emozioni e sensazioni che ci scorrono dentro?

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E’ proprio così che si sente la protagonista femminile dell’ultimo romanzo di Angela Contini, edito dalla Newton Compton.
Ambientato nel Vermont, la scrittrice è riuscita egregiamente a descrivere la vera bellezza di quei luoghi, catapultandomi  in quella natura propria del “monte verde”, affascinante e da togliere il fiato, con le sue montagne, i paesaggi incantanti che si destreggiano in una cornice perfetta per la storia di Victoria e Nath che vi consiglio di leggere, perchè vi ruberà il cuore e catturerà i vostri pensieri, proprio come è accaduto alla sottoscritta.

Fine Art Photography
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Ma andiamo con ordine…
Come dicevo, Victoria Stevenson, scrittrice di successo, vive a Chicago, ed ad un certo punto della sua carriera non riesce più a scrivere. Ha in testa una storia, ma c’è qualcosa che la blocca, qualcosa che frena quella capacità tanto millantata che non riesce però, a far emergere. Si trova in un vicolo buio, la voglia di continuare a scrivere è forte, così come la smania di capire perché non riesce più a farlo come vorrebbe. E’ assillata continuamente anche dal suo agente, Trevor, che tenta disperatamente di metterla in riga, di metterla sulla buona strada, ma senza risultato. Victoria è un tipino pignolo, educata, precisa, anche troppo, e sarà proprio questo che genererà un rapporto tanto difficile, e a volte melodrammatico, con Nath Owens, il personaggio maschile, completamente diverso da lei, burbero, a tratti volgare, un ragazzotto di campagna troppo cresciuto per avere a che fare con una come lei.
La soluzione al periodo di crisi di Victoria è dietro l’angolo. Trevor e la sorella di Nath, Susan, che sarà protagonista secondaria di rilievo in questo romanzo, si conoscono, addirittura sono parenti, ed escogitano un modo per aiutare, lui la sua “gallina dalle uova d’oro” che non riesce a sbloccarsi in nessun modo, e lei suo fratello, che vive in una situazione economica devastante, oppresso dai debiti e senza il becco di un quattrino.

Ecco quale sarà la proposta: Victoria alloggerà nella casa in campagna di Nath, nel Vermont, fino a quando non avrà trovato l’ispirazione e ultimato di scrivere il suo libro, e Nath riuscirà così a trovare un po’ di respiro grazie al pagamento dell’affitto e dalla  percentuale dei guadagni che verrà proprio dalla vendita del nuovo romanzo. Victoria non è esaltata dalla proposta, Nath ancora meno. (altro…)

Auguri Louisa May Alcott

Il 29 novembre scorso, gli appassionati di letteratura, hanno festeggiato il compleanno di una delle scrittrici più amate ed apprezzate non solo dell’800, e che ancora oggi viene ricordata con affetto da chi, come la sottoscritta, ha iniziato ad amare i libri e la lettura anche grazie a lei. Sto parlando di Louis May Alcott, la mamma di uno dei romanzi che sicuramente molti di noi avranno letto. Il successo letterario arrivò proprio nel 1868 con la pubblicazione della prima parte di Piccole Donne, la storia di quattro sorelle: Meg, Jo, Beth e Amy, un racconto semi-autobiografico nel quale descrisse con molto senso dell’umorismo e realismo alcuni episodi e aneddoti legati alla sua infanzia e al suo rapporto con le sorelle.

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La scrittrice nasce a Germantowon, un paese degli stati uniti d’america, il 29 novembre 1832. Seconda di quattro sorelle, proprio come viene raccontato anche nel suo romanzo, è figlia di un filosofo e di una suffragetta. La sua famiglia non restò però per sempre nella cittadina fondata dai Quaccheri Tedeschi, ma si spostò spesso, prima a Boston, infine a Concord, nel Massachusetts, dove si stabilirono definitivamente nel 1843. Louisa May Alcott scrisse il suo primo libro solo un decennio più tardi, anni difficili sia per lei che per la sua famiglia, che la costrinsero ai lavori più disparati, da sarta, ad insegnante…fino ad arrivare alla Guerra Civile Americana, dove partì come infermiera volontaria…e fu proprio in quella occasione, così si racconta, che la Alcott fu avvelenata da mercurio, che successivamente, una sera del 1888, la morte con ictus, o forse meningite, la privò della vita.
Ma la fama della scrittrice non si esaurisce con Piccole Donne. Seguiranno altri romanzi dedicati alla storia delle Sorelle March.
Il secondo libro, Piccole Donne Crescono del 1869, segue la vita delle sorelle March nell’età adulta e poi nel matrimonio.  Piccoli Uomini del 1871, invece,  narra la vita di Jo alla Plumfield School che fondò assieme al marito Bhaer, episodio narrato alla fine di Piccole Donne Crescono. Infine, l’ultimo racconto, il quarto, del 1886,  è intitolato I Ragazzi di Jo, e completa la saga della Famiglia March.

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I romanzi di Louisa May Alcott sono legati ad un periodo molto bello della mia vita: quello dell’infanzia. Ricordo quando mi furono regalati, erano talmente grandi e pesanti che non riuscivo a tenerli in mano tutti insieme. Ricordo di averli letti, di aver assaporato la storia della famiglia March, immaginandole uscire dalla porta di casa con la neve durante la Notte di Natale, immaginando Jo saltare sullo steccato e perdersi nei boschi pensando al grande sogno che ha da realizzare, quello di diventare una scrittrice, penso a Meg, al suo carattere responsabile da sorella maggiore, alla vivacità di Amy, e alla dolcezza della piccola Beth…

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La casa di Louisa May Alcott a Concord, diventata museo, che ricorda proprio quella descritta nel romanzo, e che può essere visita ad Orchard House 399 Lexington Road Corncord, MA 01742.

E’ come leggere una “bibbia”, ebbene sì: la bibbia della letteratura. Immedesimarsi nella storia della quattro protagoniste, leggere dei loro amori, delle loro scene di vita quotidiana, di qualche litigata, dei momenti belli e di quelli meno belli, mi ha arricchito e mi arricchisce ancora oggi, perché Piccole Donne è uno di quei libri che non sono caratterizzati da un attaccamento al passato, bensì è attuale, è di grande ispirazione non solo per le generazioni di ieri, ma anche per quelle di oggi e perché no? del futuro. E il periodo che si sta avvicinando, quello del Natale, è una buona occasione, per regalare ai vostri bambini, ai nipotini, a qualsiasi ragazzina o ragazzino (perché è un romanzo “senza sesso”, come dico io), per farli appassionare alla lettura, ma anche per offrire loro lo spunto per riflettere sulla vita, anche se sono ancora piccoli.  Credo di aver perso il conto delle volte che ho letto, e riletto il romanzo, è il mio preferito, e ogni anno, quando riesco a ritagliarmi qualche giorno libero, faccio spazio tra i pensieri, e ne approfitto per sfogliare ancora una volta quelle pagine, che oggi profumano di vita vissuta, e ricordare quanto sia stata per me importante la lettura e l’insegnamento che da esse ho potuto imparare.

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Numerose sono state anche la trasposizioni cinematografiche, dal 1938, al film più recente girato nel 1993. La mia preferita è quella del 1949, che vede protagoniste: June Allyson, Elizabeth Taylor, Janet Leigh e Margaret O’Brien.
Vorrei usare questo post per inaugurare anche la mia nuova rubrica: To Be A Mom. Ricordatevelo quando i vostri figli vi chiederanno di fare qualcosa insieme, qualcosa di diverso dal solito, perché un bambino che legge sarà un adulto che pensa.

Curiosità: avete mai provato i BonBon? quei gustosi cioccolatini per cui le sorelle March impazziscono?
Vi lascio gli ingredienti, e vi do appuntamento al prossimo post 🙂

Ingredienti per 30 cioccolatini:
250 g di cioccolato fondente tritato
Ripieno:
150 ml panna per dolci
1/2 cucchiaino di pimento
scorza di due clementine
150 g di cioccolato fondente tritato
2 cucchiai di Porto
30 mirtilli secchi

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