L’Amore arriva quando smettiamo di essere perfetti

Avete presente il cubo di Rubik? Ecco, l’Amore è come un cubo di Rubik, un quadrato a sei facce che ruota se stesso, un rompicapo di quelli belli tosti che ti tiene impegnato ore e ore nella speranza di riuscire ad essere risolto, fino a quando il cervello non ti va in tilt! L’amore è proprio come un cubo magico. I suoi colori si avvicendano tra le facce che cercano inesorabilmente di trovare il posto giusto e di completarsi a vicenda. Le facce dell’Amore si alternano attraverso i colori. Quando li mischi tutto è frizzante anche se sembra un macello , cerchi di risolverlo e quando ci riesci che succede? Stranamente ti viene voglia di ingarbugliare di nuovo tutte le caselle e cominciare daccapo. L’Amore è proprio così. Non stanca mai. Non smetti mai di giocare, e per quanto tu sia alla ricerca continua della perfezione, quando questa arriva ti rendi conto che forse forse è meglio essere imperfetti!

La perfezione non esiste, me lo ripeto da un po’. Non esiste un modo per essere perfetti, così come non esiste un’unica soluzione per risolvere il rompicapo più bello della vita!
L’amore ha centinaia di facce. Sorride, piange, è come un giullare di corte che ti racconta le favole o la strega cattiva che vuole prevaricare sulla dolce principessa.

L’amore è l’insieme delle emozioni di ognuno di noi, è un mix di colori che tiene in piedi la vita e per quanto sia ogni tanto duro da digerire è sempre l’arma che vince su tutto.


L’amore è come un libro che sfogli pagina per pagina e che non ti annoi di leggere, che ti fa riflettere, che somiglia a volte ad un romanzo, altre volte a una commedia, altre ancora a un dark.

E’ come un viale alberato che vorresti potesse non finire mai, una strada liscia e asfaltata, o un sentiero di campagna pieno di buche che in mezzo al nulla può condurti sulla cima più alta di una montagna o al mare, che si apre verso l’infinito davanti agli occhi di un uomo o di una donna che increduli lo ammirano come se lo stessero vedendo per la prima volta.
L’amore è come la pioggia d’estate, arriva quando meno te lo aspetti. Ti bagna i capelli appena messi in ordine, inzuppa i vestiti puliti ma ti fa ridere a bocca aperta mentre gli occhi si inebriano delle gocce che cascano sul viso come se fosse la cosa più naturale del mondo. E’  desiderare che il sole d’inverno  sia caldo e luminoso mentre sei affacciato alla finestra.
Sono le foglie secche di autunno che fanno quel rumore melodioso quando le calpesti.

E’ neve fresca, è un fiore che sboccia a primavera e che vuoi fotografare per tenere quel ricordo sempre con te. E’ buttarsi in mare aperto dallo scoglio più alto senza aver paura di nulla,  o sorridere se ti capita di trovare un sasso, bianco di salsedine sulla spiaggia, a forma di cuore.

L’Amore è come una sorpresa continua, che ti tiene con il naso all’insù, con la testa tra le nuvole, ma con i piedi per terra. E’ il sapore delle cose nuove, la memoria di quelle antiche, un profumo che non puoi dimenticare, è come guardarsi allo specchio, trovare mille difetti ma altrettanti pregi. Perché l’Amore nella sua perfezione è stranamente imperfetto.

 

Guardare i raggi del sole che tentano di bucare le nuvole e illuminare tutto è come amare. Quello stesso sole che di giorno ci tiene svegli e di notte ci lascia in buona compagnia della luna, ma che continua ad essere presente anche se non lo vediamo.

E’ il vicolo stretto dove due innamorati possono baciarsi indisturbati perché sanno che da lì non passerà nessuno.
E’ un vecchio pontile in mezzo al mare che per quanto cada a pezzi riesce sempre a catturare l’attenzione di chi lo osserva con la sua strana magia. Proprio perché l’Amore arriva quando meno te lo aspetti e soprattutto quando “smettiamo di essere perfetti”, il mio consiglio di lettura per questo mese ricade su un romanzo in particolare.

 

Mi hanno regalato questo libro un paio di anni fa. Inizialmente il mio scetticismo ha avuto la meglio, perfino sulla curiosità. Non capivo, mi sono chiesta perché? Ho interrotto più volte la lettura, sconsolata, piena di dubbi… ma il segnalibro era sempre lì, in attesa tra quelle pagine che dovevano e che volevano essere sfogliate. E adesso? E’ tra le mie mani e merita una seconda possibilità 😉

Ma che sapore ha la Felicità

I “momenti felici”, come piace chiamarli a me, sono tutti quegli istanti in cui un semplice sorriso ti spunta sul viso e tu neanche te ne accorgi, sono quegli attimi in cui non pensi a nulla perché non c’è motivo di affollare la mente con i pensieri di tutti i giorni, sono quei momenti in cui ti va di dire tutto, ma alla fine non dici niente, e va bene così. Nei “momenti felici”, sei te stesso, non ti importa di quello che pensano gli altri, non ti importa delle domande e neanche delle risposte. In quei “momenti felici”, potrebbe anche venirti voglia di urlare, e gridare al mondo intero cosa ti sta scoppiando dentro, perché i “momenti felici” sono anche quelli che si condividono con gli altri. Potrebbe accadere di versare qualche lacrima, di regalare sorrisi inaspettati, di mettersi in un angolino ad osservare come gira il mondo, o saltare fuori dal proprio guscio e godere di ogni singolo secondo. I “momenti felici”, restano tali e nessuno può scalfire la dura corazza che li protegge. I miei “momenti” sono quelli che hanno il sapore della FELICITA’.

BUONGIORNO ! 

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

Ode al giorno felice – Pablo Neruda

PH by: Mauro Grosso Fotografo

 

Custodire il Cuore

Esiste un modo concreto  per capire come ascoltare quello che c’è nel nostro cuore e nella nostra mente. A volte, vogliono dirci delle cose ben precise, per trasformare ciò che sentiamo in realtà che tutti possano condividere. Dovremmo imparare a leggere, anzi: <leggerci> per essere più precisi, all’interno di un momento, anche qualsiasi, per permettere a ciò che abbiamo dentro di illuminarci e rinnovarci giorno per giorno.

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La lettura della nostra anima deve partire da noi, dal significato che noi stessi possiamo attribuirle. E’ semplice estrapolare ciò che più ci conviene, e con il resto? come si fa con il resto? con le cose che vogliamo tenere nascoste, con le cose che non ci aggradano? Non possiamo sempre tenerle celate, non possiamo evitarle, esse saranno sempre lì, pronte ad aspettarci, pronte a farci capire quali sono i nostri limiti. Non si può sempre e soltanto dare importanza a ciò che più si adatta ai nostri schemi mentali. Bisogna andare oltre, bisogna osare e sfidare ciò che va al di là della nostra forma mentis quotidiana. Dovremmo abitualmente chiederci: “Che cosa mi sta dicendo il mio cuore? cosa vuole da me? Mi sta mandando un messaggio, un messaggio che forse cambierà la mia vita? Tutti questi interrogativi dovrebbero interessarci e dovremmo dare ad essi una risposta, prima o poi. Quando si cerca di ascoltare il proprio Io è normale avere delle tentazioni, è normale avere delle titubanze, dei tentennamenti. La cosa più semplice è quella di aggirare l’ostacolo, soltanto perché ci infastidisce, ci opprime, e ci da noia. Allora ci chiudiamo, questa è la conseguenza a questo atteggiamento.  Una conseguenza molto comune. Continue reading →

Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il Mare

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Vi è mai capitato di camminare verso l’infinito?
A me succede spesso, di continuo direi.
Qualche giorno fa stavo sfogliando uno dei miei diari, nella speranza di trovare una piccola fonte di ispirazione dai miei ricordi. Così ho preso il primo quaderno che mi sono trovata tra le mani ed ho iniziato a sfogliare le pagine cercando una via d’uscita da un blocco che mi ha fatto stare ferma per un po’. La mia attenzione è stata catturata da un giorno in particolare. Il 17 agosto 2013, riportavo un pensiero, una frase di Rainer Maria Rilke, uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo.
<< Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato
e confuso. >>

Il mare è il mio infinito.
Non importa che sia estate o inverno, che ci sia il sole o cada la pioggia, non importa che il vento sia calmo come leggera brezza o frenetico da far schizzare le onde violentemente contro gli scogli.

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Vivere Sognando

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Il primo libro che ho letto è stato Piccole Donne di Louis May Alcott. Regalatomi da mia madre all’età di sei anni, ricordo ancora l’emozione di quel momento. Un libro che non riuscivo a tenere tra le mani, talmente grande, con una bellissima immagine delle sorelle March, impressa sulla sua copertina rigida.

Ho perso il conto di quante siano state le volte che ho letto la storia di Jo, Meg, Amy e Beth, dei loro amori, ma soprattutto dei loro incredibili sogni.

Vorrei soffermarmi con voi su una punto in particolare, evidenziando una delle frasi che ha condizionato e che continua a condizionare inesorabilmente, la mia vita.

“Per realizzare un sogno, una persona deve superare tante prove.”

Mi reputo una grande sognatrice, sono un’idealista da sempre, anche quando si tratta delle piccole cose.
Una volta, parlando con alcuni miei coetanei, mi sono detta: “Ci hanno reso la vita difficile, direi quasi impossibile, ma non possono toglierci i sogni. “
Voglio essere sognatrice perché è tra le poche cose certe che ho. Sognare è semplice,  è la cosa più facile del mondo, perché sognare, è vero: mi fa vivere meglio. Continue reading →

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