Tag: romanzo rosa

Un imprevisto chiamato amore

 

Sinossi:
Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo…

La recensione di Marialusia:

Il mio primo incontro con Anna Premoli risale a qualche anno fa, con l’uscita di “Ti prego lasciati odiare”.
Non ero ancora addentro al mondo dei romance, ma mi lasciai incuriosire dalla trama: due colleghi, che si odiano da anni, sono costretti a passare molto tempo insieme per un’importante pratica di lavoro, spesso dovendosi vedere anche fuori dell’orario di ufficio.
Lui è lo scapolo più ambito di tutta Londra e presto le foto di loro due insieme finiscono sulle riviste di gossip. Se da una parte Jennifer è furiosa per essere stata accostata, sentimentalmente parlando, a Ian, lui scopre che la storia del suo presunto flirt ha fatto battere in ritirata tutte le donne che ronzavano intorno al suo portafoglio.
Ian decide così di proporre a Jennifer un accordo: sarà lei a seguire il facoltoso cliente per cui stanno lavorando, prendendosi la maggior parte dei meriti che ne verranno, se fingerà di essere la sua ragazza.
Non credo serva che vi dica come si conclude la storia.
Trama un po’ prevedibile, ma ciò nonostante piacevole, frizzante, spesso ironica. Come i suoi protagonisti.

Caratteristiche, queste, che ritroviamo anche in “Un imprevisto chiamato amore”, la cui trama ci racconta quasi per intero la storia.
Jordan, come ci viene detto da subito, è convinta di avere un solo pregio, la sua bellezza, ed è intenzionata ad usarlo per raggiungere il suo obiettivo: divenire la moglie, meglio se la terza o quarta in ordine di tempo, di un ricco medico.
Il motivo? Una situazione economica disastrosa e una mamma malata di Alzheimer, le cui cure sono messe a rischio dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, pronto ad abrogare la riforma sanitaria del suo predecessore Obama.
È per questo motivo che si fa assumere nella tavola calda di fronte a un ospedale di New York, la città in cui si è trasferita.
Quale posto migliore per trovare il suo futuro marito?
Se non fosse che, al primo giorno, sviene ai piedi di Rory Pittman, giovane e brillante chirurgo del Pronto Soccorso, che la opererà d’urgenza.
I due, complice la polizza assicurativa di Jordan, avranno modo di frequentarsi fuori dall’ospedale, alimentando così un’amicizia all’apparenza inaspettata.
Se, infatti, agli occhi di molti la loro frequentazione sembrerebbe basata solo su un’ipotetica attrazione fisica (la bionda Jordan è uno schianto, ma anche Rory non scherza), Jordan metterà subito in chiaro con il dottorino quali sono i suoi piani per l’avvenire.
All’inizio divertito, poi sempre più infastidito, Rory, ignaro del vero motivo che spinge l’amica verso un matrimonio di convenienza, cercherà in tutti i modi di far desistere Jordan dal portare a termine il suo progetto, mostrandole, invece, come potrebbe fare qualcosa di più costruttivo per lei stessa: andare via dall’albergo a ore in cui vive, trovarsi un appartamentino in centro e magari dedicarsi alla lettura di qualche classico per acculturarsi quanto basta da non sfigurare in una conversazione.
In poche parole, lui cerca di plasmare lei secondo i suoi gusti, perché, se vogliamo andare a scavare per bene tra le righe, a lui la ragazza piace, e anche molto, ma non la ritiene alla sua altezza. Cosa, questa, che non sfugge neanche alla madre di Rory, pronta a smascherare il figlio e a fargli capire che, quando si ama,lo si fa accettando l’altro per quello che è, non per quello che vorremmo (o ci farebbe comodo) fosse.
Jordan, comunque, asseconda l’amico: cambia casa, anche grazie al suo aiuto, e si iscrive in biblioteca, lanciandosi nella lettura di “Madama Butterfly”, “Cime tempestose” e “Guerra e Pace”.
Per carità, da qualche parte bisogna pur cominciare, ma cara la nostra Jordan, farlo partendo da qualcosa di più semplice? Tanto più se cerchi il lieto fine. (altro…)

Nuove Recensioni in Arrivo

Rieccomi qui!

Finalmente oggi il mio piccolo angolo di pensieri, parole e consigli di lettura riprende a funzionare “correttamente”. Ebbene sì, ho usato proprio la parola giusta! Purtroppo in queste ultime settimane il blog è stato talmente affossato dallo spam che ho dovuto capire come fare a impedire a “certi utenti” di continuare a turbare la quiete che qui solitamente regna sovrana. Ora è tutto sistemato e io finalmente posso riprendere a scrivere senza essere disturbata.

Ma veniamo immediatamente alle prossime recensioni. Avevo due libri in sospeso. Due romanzi, due storie che vorrei consigliare e di cui non vedo l’ora di parlarvi.

Lucrezia Scali con il suo nuovo romanzo L’amore mi chiede di te, si riconferma tra le mie letture preferite. Adoro il suo stile, delicato e mai ridondante. Mi sono innamorata di questa cover dal primo momento che l’ho vista. Quei colori che rilassano la mente e aprono anche un po’ il cuore.

Stavolta l’autrice del bestseller Te lo dico sottovoce (link della mia recensione: Te lo dico sottovoce ) ci porta a Roccamonte, una cittadina tranquilla, dove non succede mai molto. Per questo fa notizia anche l’apertura di una tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza arrivata da poco in paese. Considerata strana sin da piccola, per i suoi gusti diversi dalle coetanee, Selva ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per qualsiasi problema, lei ha pronto un rimedio a base di erbe. Enea è il primo cittadino di Roccamonte: disponibilissimo con tutti, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio a lasciarsi coinvolgere. Tanto meno da Selva, con la quale Enea non sembra avere niente in comune. Ma nonostante si ripeta che deve starle alla larga, non può negare, almeno a se stesso, di esserne attratto. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa e lui pare deciso a lasciarsi andare, qualcuno fa ritorno in paese… Qualcuno che appartiene al passato di Enea.

Continueremo il nostro viaggio e ci sposteremo a Londra con i personaggi del primo romanzo di Alessia D’Ambrosio. Una trilogia che parte con il piede giusto e che ha riscosso un grande successo già dal primo giorno della sua pubblicazione.

Come rette parallele racconta la storia di Isabella, che lascia l’Italia per ritrovare se stessa.  Alle spalle ha una delusione d’amore che l’ha segnata e una realtà da vivere tutt’altro che semplice.

Quando la vita che stai vivendo non ti offre più nulla, hai un’unica possibilità: cambiare.
Isabella sogna un lavoro migliore, un riscatto in campo sentimentale, una vita sociale più dinamica. È con questi propositi che vola alla volta di Londra, città che le è sempre rimasta nel cuore. Durante la prima uscita con i suoi nuovi amici, Isabella si imbatte in Christopher, giovane avvocato in cerca di indipendenza. Complice un drink di troppo, i due ragazzi vivranno una notte di passione che li segnerà profondamente.
Sebbene Isabella e Christopher decidano di dimenticare quell’episodio e continuare i propri percorsi su binari differenti, il destino si metterà in mezzo per farli incontrare di nuovo. Ma quanto vale una passione? E se in gioco ci fosse il vero amore? Christopher sarebbe disposto a rinunciare alla stabilità tanto agognata per una sconosciuta? E Isabella si precluderebbe davvero la possibilità di vivere una vera favola, con tanto di principe azzurro, per una storia che forse non ha futuro?
Due rette parallele non possono incrociarsi, ma è davvero così semplice smettere di provarci?

VI ASPETTO

 

 

 

Non sarebbe magnifico scoprire che per essere la persona meravigliosa che vorresti essere, basterebbe solo smetterla di nascondersi?

Un altro romanzo il cui tema principale è che la perfezione non esiste, o meglio esiste, perché ognuno di noi deve sentirsi perfetto, sempre e comunque. Quante volte vi sarete chiesti, o avete provato a trovare la ricetta perfetta per cercare di essere migliori? Ora ci penso io a fare un po’ di chiarezza…

Samantha Preston è la protagonista, che io definirei più che altro un’eroina del terzo millennio, dell’ultimo romanzo pubblicato dalla Newton Compton e firmato Cecile Bertod, uscito il 10 novembre 2016. Una ragazza apparentemente normale che però ha un cruccio, quello di vedersi inadatta, quello di sentirsi poco attraente solo perché ha qualche chilo di troppo che proprio non riesce a gestire e che le crea non pochi problemi, esistenziali soprattutto. Ma il costante pensiero di Sam è un altro. Ha difficoltà ad emergere, a mettersi alla stregua degli altri, soprattutto delle donne, e allora che fa?  Si nasconde dietro il peso, sotto i vestiti larghi, sotto l’aria da “ragazza innocua”. Poi arriva la soluzione, quel momento in cui Sam si troverà nel posto giusto al momento giusto. Un evento l’aiuterà a riflettere e capire che il mondo, in realtà funziona il contrario di come lei crede.

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